La parte dedicata al delitto di Garlasco è scomparsa dalla versione online di Verità Nascoste. La replica della puntata del 22 settembre disponibile su Mediaset Infinity dura circa 64 minuti e si interrompe prima del blocco finale sul caso di Chiara Poggi, nonostante la stessa Mediaset lo avesse annunciato nella presentazione ufficiale del programma. Il taglio è evidente anche confrontando la durata con le precedenti puntate, generalmente comprese tra 172 e 185 minuti. Ciò che non è noto, invece, è il motivo. Mediaset non ha diffuso una spiegazione pubblica: non è quindi corretto sostenere che quelle dichiarazioni «non possano» essere trasmesse, né parlare come fatto accertato di censura, ordine giudiziario o intervento legale.

Cosa è stato eliminato dalla replica
Nell’ora andata in onda in diretta e ora assente da Infinity, Milo Infante ha intervistato Gennaro Cassese, già comandante provinciale dei carabinieri di Pavia. Il confronto ha ripercorso alcuni passaggi controversi delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, a partire dalla verifica tardiva di un allarme nel negozio della famiglia Stasi, effettuata circa 45 giorni dopo il delitto.
Nel corso dell’intervista si è discusso anche della bicicletta, della cosiddetta «impronta 33», delle informazioni ricevute dal Ris e dei tempi con cui vennero sviluppati alcuni accertamenti. Una parte particolarmente delicata ha riguardato Andrea Sempio e la fascia oraria tra le 9 e le 10 del mattino del 13 agosto 2007.
Di fronte alla ricostruzione proposta in studio, Cassese ha riconosciuto che nessuno collocava Sempio per l’intera ora. Ha però ricordato che la stima dell’ora della morte di Chiara cambiò nel corso dell’indagine. Sono dichiarazioni che devono essere lette nel loro contesto e non come una prova di responsabilità. Sempio è presunto innocente e ogni valutazione penale spetta agli inquirenti e ai giudici.
La prova del taglio nelle pagine ufficiali Mediaset
La pagina di presentazione pubblicata da Qui Mediaset il 21 settembre annunciava espressamente «un’ampia pagina» finale dedicata a Garlasco. Il giorno successivo quel segmento è stato effettivamente trasmesso in televisione. Nella registrazione ora disponibile sulla piattaforma restano invece gli altri argomenti della serata, tra cui il caso della professoressa, l’omicidio di Pamela Genini e la legittima difesa, mentre il blocco su Garlasco non compare.
Questa sequenza consente di affermare che la versione on demand è stata accorciata. Non consente di ricostruire da sola chi abbia deciso il taglio o per quale ragione. Le emittenti possono modificare le repliche per motivi editoriali, tecnici o giuridici, ma scegliere una di queste spiegazioni senza una comunicazione ufficiale significherebbe sostituire i fatti con una supposizione.
Che cosa resta da chiarire
La domanda giornalisticamente rilevante non è quindi «che cosa è stato detto che non può essere diffuso», perché nessuna autorità o azienda ha confermato un divieto. La domanda corretta è: perché un segmento annunciato, trasmesso e lungo quasi un’ora non è stato incluso nella replica? Una risposta di Mediaset chiarirebbe se si tratti di una scelta temporanea, di una revisione editoriale oppure di un problema legato ai diritti o alla cautela legale. Fino a quel momento, il dato verificabile resta la difformità tra diretta e versione online. Tutto il resto, compresa l’ipotesi di una censura, deve essere presentato per ciò che è: un’interpretazione non dimostrata.

