La Germania in guerra contro l’Isis: invia Tornado e navi in Siria

E’ ufficiale: la Germania in guerra contro l’Isis.  “Come conseguenza degli attentati di Parigi”, Angela Merkel e i ministri competenti hanno deciso, nel corso di un incontro a Berlino, di inviare Tornado in Siria e una nave da guerra. La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa tedesca Dpa. “Non rinforzeremo solo la missione di addestramento nel nord dell’Iraq, ma invieremo i nostri Tornado di ricognizione in Siria per la guerra contro l’Isis“, ha dichiarato Henning Otte, parlamentare Cdu e membro della Commissione Difesa del Bundestag.

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Le posizioni degli stati più politicamente attivi dell’Europa si delineano ogni giorno di più: il governo tedesco ha raccolto l’appello del presidente Hollande che, durante l’incontro con la cancelliera, ha richiesto un impegno maggiore contro l’Isis da parte della Germania. “Non ci tireremo indietro“, ha risposto la Merkel, ed oggi la notizia dell’invio di Tornado e di una nave da guerra. Il presidente francese Francois Hollande non dà tregua all’Isis: dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre è alla continua ricerca di alleati e la Merkel si è schierata appunto al suo fianco.

Ha incontrato il presidente Obama, la cancelliera Merkel e il premier Renzi, ora Hollande è volato a Mosca, dove Vladimir Putin lo attende in vista di un delicatissimo appuntamento all’indomani dell’abbattimendo del caccia. Anche il premier britannico Cameron ha chiesto alla Camera dei Comuni l’approvazione ai raid anti-Isis in Siria, che di certo “non possano fare della Gran Bretagna un bersaglio più grande” di quanto non lo sia già. Cameron, inoltre, ha chiesto insistentemente che il presidente Bashar al-Assad “se ne vada”. Cameron ha comunque escluso un .

E l’Italia? Renzi è volato a Parigi affermando la necessità di rimanere uniti contro il terrorismo. “Italia e Francia sono unite contro il terrorismo”, ha affermato Hollande. Renzi ha ribadito: “C’è la necessità di una coalizione sempre più ampia che porti alla distruzione dell’Isis, serve una risposta culturale”, non solo militare. “Siamo impegnati in Libano, Iraq, Siria, Afghanistan, Kosovo e Africa”, ha affermato orgogliosamente Renzi,