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venerdì, Dicembre 3, 2021

No Tav: sassi, incendi e lacrimogeni, scontri polizia e manifestanti

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E’ tensione in Val di Susa, aggredita troupe tv dopo le riprese di militante No Tav che insultava un carabiniere, intanto ne è stato ferito uno. Continua quindi la protesta contro la realizzazione della Torino-Lione che si fa sempre più violenta, e dopo il blitz alla stazione di Roma termini e blocco della stazione di Bussoleno, gli attivisti No Tav hanno ripetuto le azioni dimostrative sia ad Ivrea che a Genova.

Per queste proteste sono state chiuse da un po’ l’Autostrada A32, Torino-Bardonecchia, in entrambi sensi di marcia tra Susa Est e Avigliana Ovest. Intanto le forze dell’ordine stanno sgomberando il presidio dei manifestanti: sulla carreggiata è rimasto solo un piccolo gruppo di attivisti che le forze dell’ordine stanno identificando. I manifestanti hanno cercato comunque di resistere contro le cariche degli agenti, e lo hanno fatto tirandogli contro pietre e dando fuoco ad alcuni pneumatici. «Non sono stati impiegati lacrimogeni ma solo  idranti e di mezzi tecnici idonei», ha precisato la Questura di Torino in un comunicato. Chiuse poi anche le statali 25 e 24 mentre torna la normalità a Bussoleno (Torino).

Durante la protesta – i muri del sottopasso dell’A32 sono state imbrattate di scritte rivolte al sindaco di Susa, Gemma Amprino, e il governatore del Piemonte, Roberto Cota. Durante la notte è comparso anche uno ‘Schettino manovra la Tav’. Non andavano via e ognuno occupava il tempo come poteva, prendendo il sole, scrivendo nuovi striscioni e c’è chi pensava alle provviste alimentari.

La Francia dice: grande progetto per Italia e la nostra nazione, questa nuova linea TAV farà si che molti camion non passino più per le Alpi. Ma guarda un po’… non serve per il trasporto di genti allora… e beh certo chi è che va a Lione per vacanza o lavoro? Voi che ci andate a fare? Siamo curiosi di sapere la vostra in merito e se davvero vale la pena bucare una montagna per tanti chilometri.

Si tratta di un’opera da 8,2 miliardi che, al netto del cofinanziamento europeo e della quota francese, all’Italia costerà 2,7 miliardi. I lavori principali partiranno nel 2013 per concludersi nel 2023, ma quest’anno si avviano le opere per il tunnel della Maddalena di Chiomonte. Ma ci pensate? Toglierà anche il lavoro a molti camionisti… quindi non solo quelli della Val di Susa si dovrebbero preoccupare.

La Lega dal canto suo. «È la vecchia storia dai tempi di Cavour: il collegamento con le fabbriche francesi. Se Torino vuole sopravvivere deve avere i collegamenti con le industrie francesi e lombarde», ha detto Umberto Bossi. Per Maroni «si deve riprendere il controllo della situazione che mi pare si stia perdendo» e bisognerebbe tornare «all’uso dell’esercito perché quest’opera va fatta e la violenza va fermata», ha detto l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. «In Val di Susa – sottolinea – si risponde alla violenza con la determinazione e l’attivazione di tutti gli strumenti a disposizione. Se si chiude anche solo mezzo occhio su episodi di violenza, non se ne esce più. Violenza chiama violenza», avverte. «Con Caselli – aggiunge Maroni ricordando la sua esperienza e soffermandosi sulla collaborazione attivata con il procuratore – avevamo fatto insieme un’azione per persuadere i cittadini a non prestarsi a coprire gli autori delle violenze e avevamo predisposto un sistema di presidio e repressione che aveva funzionato».

Passera. “I lavori proseguano“, ha detto ieri il ministro delle Infrastrutture Corrado Passera. Quello dell’Interno Annamaria Cancellieri oggi ha ribadito l’invito al “dialogo“, sottolineando tuttavia che “l’opera è di una tale importanza nazionale, per la nostra e per le future generazioni, che non si può mettere in discussione“. Bene se ci elencassero i vantaggi sarebbe meglio, ma ci dicono solo che si deve fare e basta!

In quanto agli incendi delle auto, denuncia Luigi Casel, uno dei leader No Tav, sono “evidentemente stati appiccati ai danni del movimento stesso“. “Poco dopo le auto sono stati dati al fuoco il telone di un Tir e un pallet in un deposito di legna. Tutto lascia pensare che siano opera della stessa mano“. Casel, quindi, non esclude che la responsabilità possa essere attribuita “anche a una sola persona, che  ha l’obiettivo di danneggiare il Movimento No Tav e i sui attivisti ed è alla ricerca di visibilità. Noi non ci lasceremo intimorire“.

Tuttavia è partito l’esproprio per l’acquisizione temporanea dei terreni di due ettari che fanno parte dell’allargamento del cantiere per il tunnel geognostico della Maddalena.

Intanto vi lasciamo al video di Maurizio Crozza, andato in onda ieri sulla Rete tre durante la trasmissione ‘Ballarò’, condotta da Giovanni Floris. Ci fa riflettere su alcuni punti fondamentali… L’argomento NO TAV parte dal 4° minuto circa e Buona visione!

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