Monti: “Risolveremo la questione esodati”

Sulla spinosa questione degli esodati, i lavoratori che rischiano di restare senza salario e senza pensione dopo la riforma previdenziale del governo, interviene il premier Mario Monti, che attraverso una nota di palazzo Chigi fa sapere che “il governo s’impegna a risolvere tempestivamente, con appropriate iniziative legislative, altri problemi posti dai gruppi parlamentari, quali esodati, flessibilità in entrata e ammortizzatori”. Nella nota si legge inoltre della necessità di accelerare l’esame in Parlamento della riforma del mercato del lavoro, per approvare la legge “entro il 27 giugno, affinché il Consiglio europeo del 28 giugno possa prendere atto del varo di questa importante riforma strutturale”.

Sulla questione esodati intanto oggi tensione alla Camera. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero ha confermato a Montecitorio, quanto riferito ieri al Senato, l’esecutivo intende garantire: “altri 55 mila lavoratori salvaguardati”, oltre ai 65 mila già finora fissati. Tra i salvaguardati potrebbe rientrare chi tra gli esodati ha maturato il diritto entro il 2014 o che hanno superato i 62 anni di età. La Lega ha protestato, lasciando l’aula dopo l’esposizione di un manifesto su cui si leggeva un eloquente “esodiamo la Fornero“.

La maggioranza che tiene in vita il governo pressa la Fornero sulla questione, chiedendo che vengano trovate soluzioni ragionevoli, e che alle parole facciano seguito i fatti.

Nella giornata odierna torna a parlare e a far discutere, l’ex Primo Ministro Berlusconi, che sull’euro è drastico: “non credo che sia una bestemmia l’ipotesi che l’Italia esca dall’euro”. Berlusconi ha precisato che una simile ipotesi può esser presa in considerazione qualoral’euro non abbia alle spalle una Bce che faccia la banca di garanzia e emetta euro”. L’ex premier ha continuato affermando che “anche la Germania stessa potrebbe uscire dall’euro”.

Il leader del Pdl striglia poi l’attuale premier Monti, affinché si faccia “valere con la Germania per ammorbidire la posizione e modificare il ruolo della Bce”. Berlusconi conclude garantendo al governo il “sostegno leale” del Pdl, che voterà la riforma del lavoro prima del Consiglio europeo.