Israele, incriminati ultrà ebrei per rogo di una famiglia palestinese

In Israele due ultrà ebrei sono stati incriminati oggi per il rogo in cui la scorsa estate morirono tre membri di una famiglia palestinese a Duma in Cisgiordania. Come riferisce “Radio Gerusalemme” anche altri tre estremisti sono stati incriminati per altri attacchi antiarabi.

Israele, condannati due ultrà per omicidio di una famiglia palestinese

Amiram Ben Oliel, questo è il nome dell’estremista ebreo di 21 anni, incriminato per l’uccisione, avvenuta lo scorso luglio, di tre membri della famiglia palestinese Dawabsheh, Saed, il padre, Reham, la madre e il loro figlioletto Alì di 18 mesi, e per il ferimento di un altro figlio nel rogo di Duma in Cisgiordania. L’altro condannato è un minorenne, di cui non è stata divulgata l’identità, accusato di aver assistito Oliel nell’attentato. La loro morte aveva suscitato un coro di condanne e promesse del governo israeliano di reprimere più duramente gli estremisti ebrei che hanno attaccato a più riprese in questi anni i palestinesi e le loro proprietà.

Altri tre ultrà ebrei sono stati incriminati per vari episodi di violenza, fra cui uno a danno della Chiesa della Dormizione a Gerusalemme. Di questi solo uno è stato identificato, Yinon Reuveni, maggiorenne. I tre sono accusati di far parte di una “organizzazione terroristica“, ispirata ad una “ideologia razzista e nazionalista”.  Al tempo stesso lo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) aveva arrestato 9 militanti dell’estrema destra ebraica nelle colonie in Cisgiordania per il piano di Israele di contrastare l’estremismo ebraico.